Image Hosted by ImageShack.us

mercoledì, marzo 01, 2006

The O.C.


Nell'ormai lontano 2003, Josh Schwartz e Doug Liman (regista di The Bourne Identity e Mr. & Mrs. Smith) hanno creato questa serie televisiva destinata a catalizzare l'attenzione di milioni di persone. Inizialmente pensavo che fosse un fenomeno di costume prettamente adolescenziale, ma con il passare del tempo ho scoperto che ci sono anche un sacco di adulti che il mercoledì sera se ne stanno a casa a guardare The O.C..
Lo ammetto, ho sempre avuto un debole per i telefilm di questo tipo, in primis Dawson's Creek, che fondamentalmente ha accompagnato i miei pomeriggi dalle medie agli esami di maturità. Ora però che adolescente non lo sono più, almeno sulla carta, sono comunque preso da questa serie. Ci si chiederà perché, visto che se ci si ferma a pensarci su un momento, emergono subito una marea di difetti. Innanzitutto è classista e borghese, poiché chiunque non risieda a Newport viene bollato come reietto o criminale e essere accettati dalla comunità sembra essere la cosa più importante, nonostante qualche frecciatina del pater familias Cohen. Inoltre, a mio parere è anche velatamente razzista: la California è uno degli stati in cui il melting pot si manifesta più apertamente. Dove sono afroamericani e ispanici? Non ci sono.
Tuttavia bisogna riconoscere che ha anche diversi lati positivi. I personaggi, per quanto eccessivamente stereotipati (anche a me piacciono fumetti e film di fantascienza, ma se parlassi citandoli in ogni frase come fa Seth Cohen sarei il primo a darmi fastidio), hanno una forte ironia, con il risultato che spesso e volentieri si fa qualche risata. Poi bisogna contare l'elemento romanticismo, che per quanto incanalato nel solito tira-e-molla tra due coppie coinvolge anche il mondo degli adulti e aggiunge molte scene semi-hot, allargando di parecchio il raggio di attenzione. Il punto forte della serie rimane comunque la bellezza dei protagonisti. Ogni singolo personaggio ha il suo stile ed è impersonato da un* attor* bell* e attraente. Risulta difficile quindi non trovarne uno a cui affezionarsi.
Per il resto, forse si continua a sognare la California, o forse non abbiamo davvero nulla di meglio da fare, non lo so, ma The O.C. sta avendo un successo incredibile in tutto il mondo e non sembra accennare a smettere.
(Questo successo e la mia assenza dai cinema sono i veri motivi della recensione)

10 commenti:

capa ha detto...

Sebbene sia anch'io in fase post-teen e pur non amando questo genere di telefilm in primis Dawson's Creek (perdonami)non ho perso neppure una puntata della prima serie (della seconda ne ho perse un paio, meno coinvolgente secondo la mia ignoranza). Cmq vuoi per Mischa Barton, vuoi per Kelly Rowan è sempre un piacere guardarlo

jecke ha detto...

Mischa Barton è diventata ufficialmente la mia fidanzata ideale.

Anonimo ha detto...

Scritto e interpretato infinitamente meglio rispetto a Dawson's creek, O.C. (IMHO) ha un gran difetto: si prende troppo sul serio... in D's C persino a James Van Der Beek veniva da ridere per l'assurdità di alcune situazioni... in the O.C. invece si ride pochissimo, anche se ogni inquadratura sembra presa da uno spot della GSTAR e i personaggi s'atteggiano manco fossero Luke Perry...
(Luke)PerryGarcia85

jecke ha detto...

Caro PerryGarcia (lol), è vero che si prendono molto sul serio, però le battute di spirito abbondano, come le situazioni equivoche.
Diciamo che è come se ci fossero tanti Pacey, ma nessuna Andy (schizofrenica), Joey (orfana), Jen (zoccola),e via così. E' molto più leggero rispetto ai suoi predecessori.

venacut ha detto...

per me OC è una cagata pazzesca

jecke ha detto...

90' di applausi........ :)

Anonimo ha detto...

Molto spesso si vedono difetti anche laddove non ci sono. THE OC: Un film classista e borghese?In effetti sì. La comunità sempre al primo posto? Certo. E nella nostra vita, la comunità che ruolo riveste? Per quanto mi riguarda penso sia fondamentale. E questo lo dico generalizzando, non parlo solo di me, giovane ,ma non per questo immatura quattordicenne. La comunità fa parte di noi, che lo vogliamo oppure no. Un telefilm velatamente razzista? No, assolutamente. Quando parlo di razzismo parlo di disprezzo contro un'altra etnia umana.L'"omissione"da questo film degli altri gruppi etnici non è risultata per niente di cattivo gusto. Non ci capita forse spesso di guardare film americani di soli neri?....

Avrei molto altro da dire ma non ne ho il tempo (domani mattina ho scuola), perciò concludo dicendo che ormai il "sogno americano" non è più solo un pensiero astratto ma si sta concretizzando anche nel nostro stile di vita italiano, nella nostra quotidianeità. E se un film, di questa "californicazione" sa farci vedere gli aspetti positivi, ben venga! siamo giovani e dobbiamo permetterci di sognare!
"Dream of Californication.....It’s Californication"

by Silvia

jecke ha detto...

Cara Silvia, innanzitutto grazie per il commento, che per una volta supera le due righe e lascia spazio e una "discussione". Detto questo, veniamo a noi. Vorrei fare una premessa dicendo che nonostante le mie osservazioni, non mi sono perso una puntata delle prime due serie e che sto pure seguendo la terza "via internet". Questo per far capire il mio attaccamento ai telefilm. :)
The O.C. è senza dubbio borghese e classista, per molteplici ragioni. Forse lo è anche la nostra società, anzi spesso lo è anche la nostra società, ma questo non significa che ciò sia apprezzabile, anzi. Nelle prime puntate Ryan, come Seth, o Sandy, si sentivano estranei al mondo di Newport, criticandolo e sbeffeggiandone i difetti patinati. Con il passare del tempo però si sono felicemente adeguati alla situazione. Vuoi mettere dei valori con un Grand Cherokee? Inoltre quasi tutti gli "estranei" a Newport sono criminali o emarginati: Ryan, Trey, Oliver, Julie, Alex, e altri nella terza serie.
Quanto al razzismo, non volevo bollare gli autori come neonazi, bensì osservare la pressoché totale assenza di personaggi dalle fattezze "non-caucasiche", che lascia comunque un po' da pensare, considerando il telefilm ambientato in California.

La seconda parte del tuo commento mi vede già più concorde. Se trovi il tempo, aspetto altri commenti! ;)

PS: La citazione dei RHCP però è un po' toppata, visto che "Californication" è un neologismo dato dalla somma di California e Fornication e che quindi non sta certo a significare il processo di "californiamento".

Anonimo ha detto...

Già....."californiamento".....Grazie per la correzione!
Silvia'91
PS:commento su "troppo belli"

jecke ha detto...

Sì sì, avevo letto.
Cmq complimenti per l'occhio critico. A 14 anni io ero ancora un fan di VanDamme. (in segreto lo sono un po' anche adesso)
:)