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mercoledì, gennaio 11, 2006

Il castello errante di Howl


In realtà ho visto questo film ormai svariati mesi or sono, ed al tempo avevo deciso di posticipare la recensione, poichè alcuni aspetti della trama mi erano poco chiari.
Oggi ho riguardato alcuni spezzoni di quest'ultimo lavoro del sommo maestro Miyazaki, ma purtroppo ciò che mi era oscuro è rimasto tale. Ho pensato comunque di scrivere una recensione.
Le atmosfere sono fin da subito familiari a chi abbia già visto altre pellicole di Miyazaki: il tratto, i colori, lo stile, emanano un tepore confortevole e rasserenante. Come ne La città incantata, anche qui ci si ritrova catapultati in un universo dove il fantasy e lo steampunk si incrociano, dando origine ad architetture immaginarie, rigogliose, ridondanti, e razionalmente inconcepibili, sorrette da magie e arcani che permeano in modo più o meno evidente ogni cosa.
Il castello errante di Howl è una storia sentimentale, una storia d'amore, ambientata in un contesto dove poteri di vario tipo (magici, politici) si intrecciano e si scontrano in un'aspra guerra, che come di consueto Miyazaki dipinge con spirito vigorosamente antimilitarista. Il vero protagonista della storia rimane comunque l'amore, che unisce la giovane Sophie ed il mago Howl, un amore che sopravvive alle vicissitudini ed alle asprezze, e che alla fine prevale sulla guerra e sui nefasti influssi che esercita sui vari personaggi.
In realtà la cosiddetta "morale della favola" è meno esplicita che in altri lavori del maestro, anche a causa di un finale che come dicevo risulta piuttosto oscuro; in un certo senso sembra quasi che la vicenda sia stato chiusa in maniera lievemente sbrigativa, come se fosse finito il tempo a disposizione per la lavorazione.
E forse è questo l'unico difetto del film; le atmosfere sono splendide, le caratterizzazioni dei personaggi altrettanto (memorabile il demone calcifer, custode e "motore" del castello errante).
Non un capolavoro ai livelli di Mononoke Hime, ma sicuramente un gran film, nonostante il rammarico per un finale decisamente poco comprensibile.

Voto: 8 / 10

4 commenti:

capa ha detto...

In effetti ho guardato la fine per 3/4 volte ma non sono ben riuscito a capire bene come sono state tirate le somme della storia.

Bruno ha detto...

grazie a leale mi sono appassionato ai lungometraggi di miyazaki. Grazie leale. ogni volta che li vedo e rivedo ne sono entusiasticamente affascinato. mi trovo in accordo sul fatto che non si capisca bene come vengano tirate le fila delle storia. il film in sè è un capolavoro

Felson ha detto...

In realtà la cosa che ho capito meno in questo film fi Miyazaki è: perchè la protagonista cambia più volte aspetto una volta trasformata (all'inizio novantenne, ma in altre situazioni gli anni erano molto meno, in alcune scene sembrava avesse 50 anni massimo)? Boh...

Mauro ha detto...

Il finale è finalmente stato reso Miyazakiano dal doppiaggio fedele e straordinario di Gualtiero Cannarsi!
Basta con cavolate alla Mononoke Hime (la natura ha vinto... tks, ma sapete cosa dice l'originale?!?!)!
Il finale è di una tristezza infinita!
Il principe dice: "ora faccio cessare la guerra e ritorno" e la nonnina "bravo, sai che le cose belle non durano" il castello comincia a volare ma nel momento del bacio la canzone parla di "amore perduto".

Su un film del genere, assolutamente, totalmente giapponese, sono disponibili ottimi commenti su di un forum nel quale scrive il succitato Gualtiero.
Ecco alcuni link:
http://www.studioghibli.org/forum/viewtopic.php?t=1025

E qui una serie di riflessioni davvero esaltanti nate da una mia piccola richiesta: andate oltre la fabula! Sempre!
http://www.studioghibli.org/forum/viewtopic.php?t=665&start=325

Buona lettura!

E complimenti per il blog! ^__^

Yours

MAURO

PS: scusa se ti sono sembrato altisonante... ma Howl è a mio avviso uno dei migliori miyazaki, dopo naturalmente Totoro!