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venerdì, febbraio 17, 2006

The Island


Quando per la prima volta vidi questo titolo tra le uscite, pensai che si trattasse di un adattamento del romanzo omonimo di Aldous Huxley che la prof di inglese mi ha fatto leggere alle superiori. Quando per la prima volta vidi che il regista era Michael Bay, quello di Bad Boys (I e II) e di The Rock, uno dei registi più tamarri e ignorant di oggi, capii di aver preso un bel granchio.
Infatti l'isola del titolo è la terra promessa in cui le persone di un centro sognano di andare, in quanto ultimo sito non contaminato della Terra. Presto si scoprirà che non c'è stata nessuna pandemia e che in realtà i sopravvissuti non sono altro che cloni creati per fini medici da una società pseudo-governativa che vende "ricambi" a pagamento alle persone. Dopodiché: botte, inseguimenti, spari, e chi più ne ha più ne metta. Insomma, il regista è Michael Bay, mica uno Spielberg qualunque che perde tempo in riflessioni.
Il principale difetto del film infatti è che pone un'infinità di domande, anche molto attuali, su bioetica e senso della vita, ma non si ferma un momento per cercare una risposta non banale. Nelle mani di un regista più degno, magari il sopracitato zio Steven, avrebbe potuto essere molto molto meglio. Purtroppo a Bay, qui alla prima opera senza la produzione di Jerry Bruckheimer, interessa solo far esplodere macchine e fare casino.
Il cast poi non aiuta la riuscita della pellicola. Ewan McGregor appare spaesato, sembra quasi un clone meno bravo di se stesso, mentre Sean Bean è fermo allo stesso ruolo, cioè lo stronzo. L'interpretazione di Scarlett Johansson è decisamente sotto la sua media, mentre il suo fisico è perfetto come sempre. Ed è uno dei (pochi) buoni motivi per vedere il film.

PS: Negli ultimi anni i film di fantascienza sono stati presi di mira da un'incredibile numero di sponsor. Minority Report, I Robot, e via così. The Island li supera tutti proponendo uno spot reale della Calvin Klein interpretato dalla Johansson. Quando si dice il buon gusto...

Voto: 4 / 10

2 commenti:

bruno ha detto...

leale sono perfettamente in accordo con te, amico cineblogger.
Gasato come te dall'omonimo libro che tu m hai fatto leggere, mi aspettavo tutt'altro film. Enorme la delusione e lo sconforto nel vedere ciò che ho visto.Scarlett però è troppo.... troppo

grazie amico

venacut ha detto...

quoto la recensione, visto che non vale la pena di scriverne un'altra.
un film patetico.
evidentemente alla casa di produzione non hanno un office linebaker che li tenga sotto controllo...