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domenica, novembre 12, 2006

Ricky Bobby: la storia di un uomo che sapeva contare fino ad uno


Da quando ho cominciato a interessarmi più o meno seriamente di cinema, ho lentamente realizzato che la categoria dei traduttori italiani andrebbe eliminata. Con violenza. Ci sono esempi di bravura incontestabile, non lo nego, ma poi uno si imbatte in "cose" come questa e si chiede come sia possibile che ci sia gente che viene pagata per partorire certi obbrobbri.
Per fortuna, quello che viene stuprato non è il titolo di un capolavoro, ma quello di film tutto sommato mediocre. Dal trailer (visto però in lingua originale) mi aspettavo grandi cose. Diciamo un seguito ideale di Zoolander o di Old School. Ricky Bobby invece è sì una commedia demenziale, con alcune gag davvero divertenti, ma nel complesso mi ha "entusiasmato" molto meno.
La storia racconta appunto la vita di Ricky Bobby (Will Ferrell), un pilota NASCAR che fa della velocità la sua unica ragione di vita. Nato in una macchina in corsa, fin da piccolo decide di vivere al massimo la propria vita assieme al migliore amico Cal (John C. Reilly), perché come gli insegna il padre "se non sei primo, sei ultimo". Diventato un pilota famoso, Ricky dovrà fronteggiare un incidente e una conseguente crisi psicologica e affettiva che impediscono di continuare a correre. Sarà suo padre, dopo tanti anni di assenza, ad aiutarlo e farlo tornare in pista.
Il consueto susseguirsi di gag più o meno riuscite non funziona come sempre, nonostante un buon protagonista e degli ottimi comprimari (Reilly, ma anche Michael Clarke Duncan e Sascha Baron Cohen). L'impressione che mi ha dato comunque è quella di essere stato penalizzato dal doppiaggio. Quando lo rivedrò, perché con questi film succede sempre, cercherò di vederlo in lingua originale e forse mi farà un altro effetto.

Voto: 5 / 10

7 commenti:

Angelo ha detto...

no davvero si drogano?

per completezza bisogna dire che il titolo originale è "Talladega Nights: The Ballad of Ricky Bobby", uguale proprio!

BenSG ha detto...

Fintanto che si limitano a storpiare il titolo passi, ma quando si mettono a doppiare arbitrariamente i film (povero Stephen Chow!) sarebbero prima da impiccare e poi da denunciare..! Sì sì, proprio in quest'ordine!!!

;o)


Ciau!


BenSG

jecke ha detto...

Stephen Chow qui da noi non avrà mai il rispetto che merita proprio per colpa dei traduttori. Maledetti.
A proposito di disgrazie di doppiaggio:
http://firedownbelow.splinder.com/post/9824958

Anonimo ha detto...

Grazie del link. L'elenco delle storpiature, di doppiaggio e di traduzione, è fluviale, ma or ora mi sovviene In cerca di Amy di Kevin Smith: doppiato è praticamente un film tutto diverso, con una storia che non c'entra assolutamente nulla. Per non parlare di Dogma.
BuddyChristGarcia85

Rob ha detto...

Scusa eh, arrivo ultimissimo: postresti aggiornarmi il voto di the departed su cinebloggers? 3,5 http://thecritic.splinder.com/post/9918383

Ciaoo Rob

Zeus ha detto...

ma vevi visto Anchorman?
quello sì che era un buon film demenziale con la stessa coppia regista-attore e una serie di camei eccezionali...


EddieValiant
htttp:\\whoframedrogerrabbit.splinder.com

Rob ha detto...

Perdona ancora il disturbo, ma in realtà il mio voto è 2,5 (avevo scritto male -_-)

Ciaoo Rob