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lunedì, febbraio 13, 2006

Prime


A quanto pare la nostra amata Uma Thurman ha fatto un'overdose di azione e violenza con Tarantino e Woo, ragion per cui ha deciso di darsi alle commedie facili facili. Visto Be Cool e visto Prime, forse era meglio continuare a tagliare braccia.
Questa seconda opera di Ben Younger parte da un equivoco molto imbarazzante: la bella protagonista, trentasettenne, comincia una storia con un bel ragazzotto ventitreenne, che però guarda caso è il figlio della sua analista. Come se il gap generazionale non bastasse, ci si mettono in mezzo anche differenze religiose, che concedono la possibilità di piazzare qualche bella frase bigotta qui e là. Per fortuna il protagonista, di religione ebraica, gira con impagabili t-shirt con scritto "Palestinians do it better".
Detto questo, il film si muove tra qualche battuta ben riuscita e la descrizione dell'amore nei suoi diversi aspetti, dalla "follia" iniziale alle difficoltà che ne conseguono, ma non centra davvero il bersaglio. A questo si aggiungono qualche buco nella sceneggiatura e un'interpretazione di Meryl Streep al limite della sopportazione. Il regista è giovane e talentuoso, ma a quanto pare deve ancora crescere.

Voto: 5 / 10

4 commenti:

Oronzo Canà ha detto...

Si continua a sparare con questi fantomatici buchi di sceneggiatura....bah!
Oramai quando uno non sa cosa scrivere butta li 'sta benedetta locuzione.

jecke ha detto...

L'hai visto almeno questo film?

Oronzo Canà ha detto...

certo che l'ho vito...e devo dire che tutto sommato è piuttosto riuscito con un finale che ricorda molto Lost in traslation(per fare un paragone recente).

bruno ha detto...

La maglietta "palestinians do it better " a indossa il protagonosta leale. Stai più attento. Secondo me il film scade in una marea di luoghi comuni e se non fosse per le padellate della nonna e le torte in del copraotagonista mi sarei propabilmente sorbito un solito film per coppie della domenica. Cmq giusto il voto.