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domenica, ottobre 28, 2007

Die Hard - Vivere o morire

Quando ero piccolo avevo tre eroi cinematografici: Luke Skywalker, Indiana Jones e John McClane. Le rispettive trilogie mi hanno fatto compagnia durante l'infanzia e l'adolescenza ed è quindi normale che io mi aspetti molto dai film "postumi" che sono stati girati barra sono in fase di preparazione.
John McClane (Bruce Willis) è un poliziotto di New York al quale viene affidata la custodia di un hacker sospettato dall'FBI (Justin Long) che però si rivela più importante del previsto, durante il massiccio attacco terroristico-informatico condotto dall'ex federale Thomas Gabriel (Timothy Oliphant). Tra una macchina lanciata contro un elicottero e una scazzottata con la bellissima Maggie Q, l'eroe, che una volta era un anti-eroe, si ritrova a fare i conti anche con una piccola crisi familiare.
Len Wiseman, regista della serie di Underworld, dirige il quarto capitolo della saga stravolgendo abbastanza lo stile delle pellicole precedenti. McClane non rappresenta più l'eroe-fallito come era una volta e il suo umorismo si è fatto decisamente meno graffiante rispetto a quello di un tempo: nn bel passo indietro contando anche che il caro Bruce Willis comincia ad avere qualche difficoltà dal punto di vista fisico. Ma aldilà del protagonista un po' imbolsito, è tutta la baracca a essere stata "ristrutturata". Le parti più esaltanti (sia una macchina lanciata contro un elicottero o il protagonista che salta su un jet militare come se fosse un monopattino) sono a mio avviso quelle che snaturano di più la serie di Die Hard e che quindi fanno più storcere il naso a chi si aspettava il quarto capitolo di una serie e si ritrova davanti a uno spettacolo che intrattiene lo spettatore e lo diverte, ma che difficilmente rimarrà nella memoria come succedeva una volta. C'è da dire che nel primo e nel terzo capitolo, oltre alla regia di John McTiernan, si poteva contare su dei grandi antagonisti come Alan Rickman o Jeremy Irons, e non su un bambolotto come Oliphant. Justin Long invece fa il suo dovere senza problemi, anche se vedere un Mac fa l'hacker col pc fa un po' specie.
Ecco, diciamo che probabilmente senza il marchio Die Hard avrebbe meritato un voto in più.

Voto: 6 / 10

1 commento:

filippo ha detto...

Pienamente d'accordo con quello che dici!