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venerdì, luglio 13, 2007

Harry Potter e l'Ordine della Fenice


A dieci giorni dall'uscita cartacea del settimo e ultimo libro della fortunata saga di Harry Potter, esce nelle sale il quinto capitolo, che a oggi rimane il più lungo e forse il più complesso della serie. Ne deriva quindi che la trasposizione cinematografica stavolta è stata più forzata che in passato. A cimentarsi nell'ardua impresa anche questa volta è stato chiamato un nuovo regista, tal David Yates, "veterano" della tv inglese ma sconosciutino al di qua della Manica.
Il ritorno dell'Oscuro Signore è ormai cosa nota per l'Ordine della Fenice, società segreta fondata per contrastare le azioni malvagie dei mangiamorte di cui fanno parte tutti i "buoni" incontrati fino ad ora. Peccato che il Ministero della Magia non solo non creda né a Harry (Daniel Radcliffe) né al preside Silente (Michael Gambon), ma anzi sia convinto che essi stiano solo cercando di impadronirsi del Ministero stesso. A controllare il loro operato a Hogwarts verrà mandata Dolores Umbridge (Imelda Staunton), che pian piano cambierà tutte le regole in nome dell'ordine e della sottomissione ai suoi voleri. Non passerà molto tempo prima che Harry e i suoi amici decidano di entrare in azione contro chi cerca di ostacolare la loro lotta a favore del Bene.
Questa è la trama del film forzatamente ridotta per motivi di tempo e di spazio, ma ci sarebbero moltissime altre cose da dire solo per riprendere la pellicola, figuriamoci il libro, che è stato a dir poco mutilato. Si badi bene che non lo dico per integralismo potteriano, ma solo perché credo che avendolo letto si possa comprendere meglio ciò che avviene sullo schermo. Inoltre anche cinematograficamente parlando penso sarebbe stato meglio lasciare alcune sequenze, sia perché leganti all'interno dell'intreccio sia perché potenzialmente molto interessanti.
Ma se questo è un punto a sfavore della pellicola, altri sono i pregi del film. Innanzitutto il livello generale della recitazione, che con il ritorno di Gary Oldman e l'entrata in scena di Imelda Staunton si alza sensibilmente e contribuisce alla riuscita del film. Anche il cambio di regia si sente e credo che segni un passo avanti rispetto all'operato del precedessore Mike Newell, che comunque aveva fatto un lavoro discreto. Infine l'atmosfera generale, sempre più cupa e inquietante, aiuta a sradicare almeno parzialmente la convinzione che la saga potteriana sia materia da poppanti. Peccato (e qui sono costretto a ripetermi) che la versione cinematografica sia inevitabilmente riduttiva rispetto a quella cartacea. Il tutto quindi è riuscito alla (quasi) perfezione come (quasi) sempre, salvo che una mezz'ora in più avrebbe senza dubbio aiutato lo sviluppo della storia.
Ma io non faccio testo, come ho già scritto, sono un lettore dei libri.

Voto: 6 / 10

1 commento:

Tancredi ha detto...

Confesso che, anche se non sono mai stato un fan di Harry Potter, l'ultimo film (che ho visto più che altro per la compagnia) mi ha deluso. Insomma, mi dicevo, gli attori crescono, i personaggi pure, magari saranno più maturi rispetto ai precedenti e sarebbe bello se un film maturasse. E invece no, resta molto infantile, il personaggio di Harry Potter mi dà sempre più alla nausea e l'unica cosa nuova è che c'è molta più azione (e per me non è una gran cosa in più). Unica nota di merito è l'attrice di Hermione Granger che, anche se ancora un po' piccola, promette bene! 6/10 scarso.